Aggiornato a ottobre 2026 sulla base del Codice della proprietà industriale (D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30), come modificato dalla Legge 24 luglio 2023, n. 102.
In sintesi
- Cos’è. Il brevetto per invenzione è il titolo, rilasciato dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), che per 20 anni dal deposito permette di impedire ad altri di produrre, usare, vendere o importare in Italia una soluzione tecnica nuova.
- A chi serve. Alle aziende che hanno sviluppato un prodotto, un componente, un macchinario o un processo nuovo e vogliono tenerlo lontano dai concorrenti, oppure darlo in licenza.
- Come funziona. Si deposita la domanda all’UIBM; entro circa 9 mesi l’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) invia un rapporto di ricerca; entro 12 mesi dal deposito si decide se estendere la protezione all’estero.
- Cosa fare. Tenere l’invenzione riservata fino al deposito, chiarire chi ne è titolare, fare una ricerca di anteriorità, far scrivere bene le rivendicazioni e mettere a budget annualità ed estensioni.
Cos’è un brevetto per invenzione e cosa protegge?
Il brevetto per invenzione è un diritto di esclusiva su una soluzione tecnica. Chi lo ottiene può vietare ad altri di produrre, usare, mettere in commercio, vendere o importare l’invenzione senza il suo consenso.
Dura 20 anni dalla data di deposito e non si rinnova. In cambio della protezione l’invenzione diventa pubblica: chiunque può leggerne la descrizione e, alla scadenza, usarla liberamente.
Vale solo in Italia. Il brevetto è un titolo territoriale: per proteggere lo stesso prodotto in Germania o negli Stati Uniti servono depositi in quei Paesi, oppure una domanda europea o internazionale.
Si può brevettare un’idea?
Un’idea diventa brevettabile quando si traduce in una soluzione tecnica a un problema tecnico, descritta in modo abbastanza chiaro e completo perché un esperto del settore possa realizzarla. L’idea di uno zaino che ricarica il telefono resta fuori. Il modo specifico in cui il pannello solare è integrato nel tessuto e collegato alla batteria può essere brevettato, se è nuovo.
Il Codice della proprietà industriale (art. 45) chiede tre requisiti insieme:
- novità: l’invenzione non deve essere compresa nello stato della tecnica, cioè in nulla di ciò che è stato reso pubblico, in Italia o all’estero, prima del deposito;
- attività inventiva: per un esperto del settore la soluzione non deve essere ovvia rispetto a ciò che esiste già;
- applicazione industriale: deve poter essere fabbricata o usata in un’industria, agricoltura compresa.
Lo stesso articolo esclude alcune cose anche quando sono nuove: scoperte e teorie scientifiche, metodi matematici, giochi, metodi commerciali, programmi per elaboratore in quanto tali, metodi di cura e diagnosi sul corpo umano o animale, varietà vegetali e razze animali.
Sul software serve una precisazione. Il programma in sé resta escluso. Un’invenzione che usa un software per ottenere un effetto tecnico, come controllare una macchina, può essere brevettabile.
Brevetto, modello di utilità, design o marchio: quale scegliere?
Ogni strumento protegge una cosa diversa, e uno stesso prodotto spesso ne usa più di uno.
- Brevetto per invenzione: protegge una soluzione tecnica nuova e inventiva. Dura 20 anni.
- Modello di utilità: protegge una forma o una configurazione nuova che rende un oggetto più efficace o più comodo da usare. Dura 10 anni.
- Disegno o modello (design): protegge l’aspetto esteriore del prodotto. Dura fino a 25 anni, con rinnovi ogni 5.
- Marchio: protegge il segno che distingue i tuoi prodotti o servizi. Dura 10 anni e si rinnova senza limiti.
Prendi una macchina da caffè. Il sistema di estrazione si può brevettare, la forma della scocca si registra come design, il nome si deposita come marchio. Sono tre domande diverse, con tempi e costi diversi.
Nei settori regolati, come integratori e prodotti per la salute, il marchio conta spesso quanto il brevetto: ne abbiamo parlato a proposito di marchi e brevetti nel settore regolatorio.
Conviene brevettare o tenere l’invenzione segreta?
Il brevetto ha un prezzo che non sta nelle tasse: la pubblicazione. La domanda diventa accessibile a tutti 18 mesi dopo il deposito, concorrenti compresi.
L’alternativa è il segreto commerciale. Il Codice lo tutela (art. 98) quando le informazioni sono segrete, hanno valore economico proprio perché segrete e l’azienda ha preso misure ragionevoli per proteggerle: accessi limitati, accordi di riservatezza, procedure scritte.
Il segreto non ha scadenza e non protegge da chi arriva alla stessa soluzione per conto suo, o da chi la ricava smontando un prodotto comprato regolarmente.
Il criterio che suggeriamo è semplice. Se l’invenzione si vede nel prodotto (un meccanismo, un componente, una forma), il segreto dura fino a quando il primo concorrente apre la scatola: meglio brevettare. Se sta nel processo dentro lo stabilimento (una ricetta, un parametro di produzione, una sequenza di lavorazione), il segreto può durare più dei 20 anni del brevetto.
Di chi è l’invenzione se nasce in azienda?
Il diritto al brevetto spetta all’inventore. Quando l’inventore è un dipendente, l’articolo 64 del Codice distingue tre casi.
- Invenzione di servizio. L’attività inventiva è prevista dal contratto ed è retribuita per questo, come per chi lavora in ricerca e sviluppo. I diritti sono dell’azienda; al dipendente resta il diritto di essere riconosciuto come autore.
- Invenzione d’azienda. Nasce durante il lavoro, ma il contratto non prevede né retribuisce l’attività inventiva. I diritti sono dell’azienda e il dipendente ha diritto a un equo premio, se l’azienda ottiene il brevetto o usa l’invenzione tenendola segreta.
- Invenzione occasionale. Nasce fuori dal rapporto di lavoro e riguarda il campo di attività dell’azienda. I diritti sono del dipendente; l’azienda ha un diritto di opzione per usarla o acquistare il brevetto, da esercitare entro 3 mesi dalla comunicazione del deposito.
Con consulenti esterni, fornitori e startup partner l’articolo 64 non si applica. Se il contratto non regola la titolarità, il rischio è che i diritti restino a chi ha inventato.
Con le università la regola è cambiata nel 2023: le invenzioni dei ricercatori spettano all’ateneo o all’ente di ricerca (art. 65, riscritto dalla Legge 102/2023). La ripartizione dei diritti va quindi negoziata con l’ente nel contratto di ricerca.
In tutti questi casi la clausola sulla titolarità va scritta prima di iniziare il lavoro. Quando il prototipo funziona, negoziarla è molto più difficile.
Perché l’invenzione non va mostrata prima del deposito?
Per il Codice (art. 46) lo stato della tecnica comprende tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico, in Italia o all’estero, prima della data di deposito. Conta anche quello che ha divulgato l’inventore stesso.
Le occasioni più comuni:
- una presentazione in fiera o a un convegno;
- un catalogo, una scheda tecnica, un video o un post;
- un’offerta tecnica mandata a un cliente senza accordo di riservatezza;
- una tesi di laurea o un articolo scientifico.
Le eccezioni sono poche e strette (art. 47): una divulgazione frutto di un abuso ai danni dell’inventore, avvenuta nei 6 mesi prima del deposito, e le presentazioni in esposizioni ufficiali o ufficialmente riconosciute secondo la Convenzione di Parigi del 1928. Le normali fiere di settore, in genere, non hanno questo riconoscimento.
Prima del deposito, quindi, chi vede il progetto (fornitori, terzisti, investitori, potenziali clienti) firma un accordo di riservatezza. E la data della fiera diventa la scadenza per depositare.
Come si deposita un brevetto in Italia, passo per passo?
- Ricerca di anteriorità. Prima di spendere per la domanda si controlla nelle banche dati brevettuali (EPO, WIPO, USPTO) se esiste già qualcosa di uguale o molto simile.
- Redazione della domanda. Servono descrizione, rivendicazioni, riassunto ed eventuali disegni. Le rivendicazioni fissano il perimetro della protezione: troppo larghe rischiano di essere respinte, troppo strette si aggirano con una piccola modifica.
- Deposito all’UIBM. Si fa online, sul portale dell’Ufficio. La data di deposito diventa la data di priorità.
- Rapporto di ricerca. Dal 2008, per le domande italiane di brevetto per invenzione, la ricerca la svolge l’EPO: entro circa 9 mesi segnala i documenti che potrebbero ostacolare la brevettabilità, senza costi aggiuntivi.
- Scelta sull’estero. Entro 12 mesi dal deposito si può estendere la domanda in altri Paesi mantenendo la stessa data di priorità.
- Pubblicazione. A 18 mesi dal deposito la domanda diventa pubblica.
- Esame e concessione. L’UIBM valuta la domanda alla luce del rapporto di ricerca e delle risposte del richiedente. La concessione arriva di solito in qualche anno.
I passaggi 4 e 5 spiegano perché, secondo noi, per una PMI il deposito italiano è quasi sempre il punto di partenza giusto. Con una spesa contenuta ottieni il parere dell’EPO prima di decidere se affrontare i costi, molto più alti, di un brevetto europeo o internazionale.
Quanto costa brevettare un’invenzione in Italia?
Il costo di un brevetto si costruisce nel tempo. Le voci sono quattro:
- tasse di deposito all’UIBM, di solito la voce più bassa;
- redazione della domanda da parte di un professionista, che dipende dalla complessità dell’invenzione e dal numero di rivendicazioni;
- annualità di mantenimento, dovute dal quinto anno e crescenti con l’età del brevetto;
- estensioni all’estero, dove tra tasse, traduzioni e mandatari locali la spesa si moltiplica.
Conviene guardare anche alla ricerca che porta al brevetto. Alcuni strumenti di finanza agevolata per le PMI, come il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, coprono una parte di quei costi.
Come si estende un brevetto italiano all’estero?
Entro 12 mesi dal primo deposito, grazie al diritto di priorità previsto dalla Convenzione di Parigi, puoi depositare in altri Paesi e far valere la data della domanda italiana. Le strade sono tre:
- brevetto europeo: una sola procedura davanti all’EPO. Dopo la concessione si convalida nei singoli Paesi, oppure si chiede l’effetto unitario, che dal 2023 copre con un solo titolo gli Stati aderenti, Italia compresa;
- domanda internazionale PCT: una domanda unica valida per oltre 150 Paesi, che rimanda la scelta dei Paesi (e la spesa) a circa 30 mesi dalla priorità;
- depositi nazionali diretti nei singoli Paesi, utili quando i mercati che interessano sono uno o due.
C’è anche un vincolo da conoscere. Per le invenzioni che potrebbero essere utili alla difesa del Paese, chi risiede in Italia non può depositare solo all’estero senza l’autorizzazione del Ministero, né depositare all’estero prima che siano passati 60 giorni dal deposito italiano o dalla richiesta di autorizzazione (art. 198, con il termine ridotto da 90 a 60 giorni dalla Legge 102/2023). Chi viola l’obbligo rischia sanzioni penali.
Escludere a priori un interesse per la difesa non è sempre facile. Partire dal deposito italiano e aspettare i 60 giorni toglie il dubbio.
Come si mantiene in vita un brevetto?
Per il brevetto per invenzione le prime 4 annualità sono comprese nel deposito. Dal quinto anno si paga un diritto annuale entro l’ultimo giorno del mese di anniversario del deposito. Chi ritarda ha altri 6 mesi per pagare con una sovrattassa; passato anche quel termine il brevetto decade e l’invenzione diventa libera per tutti.
Tenere in vita un brevetto vuol dire anche usarlo. Conviene monitorare le domande dei concorrenti, per accorgersi presto di copie o sovrapposizioni. E se l’azienda non sfrutta l’invenzione in prima persona, può darla in licenza in cambio di royalty, oppure cedere il brevetto.
Checklist: cosa deve fare la tua azienda prima di depositare un brevetto
- Non pubblicare, non presentare in fiera e non mandare offerte tecniche prima del deposito.
- Far firmare un accordo di riservatezza a fornitori, partner e investitori che vedono il progetto.
- Verificare chi è titolare: contratti dei dipendenti coinvolti, consulenti esterni, università.
- Decidere cosa proteggere e con quale strumento: brevetto, modello di utilità, design, marchio o segreto.
- Fare una ricerca di anteriorità sulle banche dati internazionali.
- Far redigere descrizione e rivendicazioni da chi conosce sia la tecnica sia la procedura.
- Depositare all’UIBM e segnare in calendario la scadenza dei 12 mesi.
- Leggere il rapporto di ricerca dell’EPO e decidere se e dove estendere.
- Mettere a budget annualità ed eventuali estensioni per i prossimi anni.
- Impostare un monitoraggio dei brevetti dei concorrenti.
Come può aiutarti RDC a brevettare un’invenzione?
In RDC la proprietà industriale fa parte della consulenza imprenditoriale. Seguiamo:
- la ricerca di anteriorità sulle banche dati WIPO, EPO e USPTO;
- la stesura e il deposito di domande di brevetto, modelli e marchi in Italia;
- gli accordi di licenza e la valutazione della proprietà intellettuale;
- il monitoraggio dei brevetti.
Il percorso lo conosciamo anche dall’interno di un progetto di ricerca. Antefissa, un dispositivo che nasconde le aperture di ventilazione negli edifici storici, è nato dalla nostra attività di ricerca e sviluppo nel 2019 ed è arrivato al brevetto concesso a settembre 2022.
Le altre aree in cui lavoriamo le trovi tra i nostri servizi. Se stai valutando di brevettare un prodotto o un processo, scrivici: partiamo da una ricerca di anteriorità e ti diciamo con franchezza se e come conviene proteggerlo.
Domande frequenti sui brevetti in Italia
Un’idea si può brevettare quando diventa una soluzione tecnica concreta, nuova, non ovvia per un esperto del settore e applicabile in un’industria. Deve essere descritta in modo che un tecnico possa realizzarla. Concetti, teorie scientifiche, metodi commerciali e programmi per elaboratore in quanto tali restano esclusi dal Codice della proprietà industriale.
Il brevetto per invenzione dura 20 anni dalla data di deposito e non si può rinnovare. Il modello di utilità dura 10 anni, il design registrato fino a 25 anni con rinnovi ogni 5, il marchio 10 anni rinnovabili senza limiti. Per tutta la durata bisogna pagare i diritti previsti, altrimenti la protezione decade.
Conviene depositare prima. Una presentazione pubblica entra nello stato della tecnica e può far perdere la novità all’invenzione. Il Codice salva solo le divulgazioni abusive avvenute nei 6 mesi precedenti il deposito e le esposizioni ufficiali o ufficialmente riconosciute: le normali fiere di settore, in genere, non rientrano tra queste.
Dipende dal contratto (art. 64 del Codice). Se l’attività inventiva è prevista e retribuita, i diritti sono dell’azienda. Se l’invenzione nasce durante il lavoro senza retribuzione specifica, sono dell’azienda e al dipendente spetta un equo premio. Se nasce fuori dal lavoro nel campo dell’azienda, è del dipendente, con diritto di opzione per l’azienda.
Dipende dall’invenzione. Se potrebbe essere utile alla difesa del Paese, chi risiede in Italia deve depositare prima in Italia, o chiedere l’autorizzazione al Ministero, e attendere 60 giorni (art. 198 del Codice). Negli altri casi il deposito diretto all’estero è possibile; partire dall’Italia resta comunque la scelta più prudente.
Vale solo in Italia, perché ogni brevetto protegge l’invenzione nel territorio dello Stato che lo concede. Per proteggerla in altri Paesi servono un brevetto europeo, una domanda internazionale PCT o domande nazionali, da depositare entro 12 mesi dal primo deposito se si vuole mantenere la stessa data di priorità.
Le annualità si pagano dal quinto anno, entro l’ultimo giorno del mese di anniversario del deposito. Chi ritarda ha altri 6 mesi per pagare con una sovrattassa. Passato anche quel termine il brevetto decade e l’invenzione diventa libera: chiunque può produrla e venderla senza chiedere il permesso.