In sintesi

Cos’è. La Legge 11 marzo 2026, n. 34, nota come Legge annuale sulle piccole e medie imprese, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo 2026 ed entrata in vigore il 7 aprile 2026. Modifica il D.Lgs. 81/2008 su quattro fronti: modelli organizzativi, formazione e addestramento, lavoro agile, verifiche delle attrezzature.

Chi riguarda. Tutte le imprese con almeno un lavoratore, a prescindere dalla dimensione aziendale. L’obbligo più immediato colpisce chi ha personale in lavoro agile.

Cosa cambia. Informativa scritta annuale obbligatoria per i lavoratori in modalità agile, con sanzione penale in caso di omissione: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro. Addestramento da tracciare in apposito registro, anche informatizzato. Formazione sulla sicurezza erogabile durante la cassa integrazione. Verifica triennale per le piattaforme di lavoro mobili elevabili.

Cosa fare. Controllare se l’informativa sul lavoro agile è stata consegnata al lavoratore e al RLS negli ultimi dodici mesi, istituire il registro dell’addestramento, aggiornare lo scadenzario delle verifiche periodiche delle attrezzature.

Che cos’è la Legge PMI 2026 e perché riguarda tutte le imprese

La Legge 34/2026 si chiama Legge annuale sulle piccole e medie imprese, ma le modifiche che porta dentro il D.Lgs. 81/2008 valgono per ogni datore di lavoro, con qualunque numero di dipendenti. La semplificazione è pensata per le realtà piccole. Gli obblighi nuovi valgono per tutti.

Il 15 aprile 2026 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha diffuso la nota protocollo n. 780 con le prime indicazioni operative agli ispettorati territoriali, previo parere dell’Ufficio legislativo del Ministero del Lavoro (nota prot. n. 3729 dell’8 aprile 2026). È il documento da tenere sotto mano, perché dice quali adempimenti gli ispettori andranno a verificare.

Quattro articoli della legge toccano la salute e sicurezza: l’articolo 9 sulle coperture assicurative delle attrezzature, il 10 su modelli organizzativi, formazione e addestramento, l’11 sul lavoro agile, il 12 sulle verifiche periodiche.

Lavoro agile: cosa prevede l’informativa annuale scritta

È il punto che riguarda più aziende e ha la conseguenza più pesante in caso di inadempienza.

L’articolo 11 inserisce il comma 7-bis nell’articolo 3 del D.Lgs. 81/2008. Per il lavoro prestato in modalità agile in ambienti che non rientrano nella disponibilità giuridica del datore di lavoro, gli obblighi di sicurezza compatibili con quella modalità, in particolare quelli legati all’utilizzo dei videoterminali, si assolvono consegnando al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza un’informativa scritta, con cadenza almeno annuale, che individua i rischi generali e i rischi specifici connessi. Resta fermo l’obbligo del lavoratore di cooperare alle misure di prevenzione predisposte dall’azienda.

La legge ha modificato anche l’articolo 55, comma 5, lettera c). La violazione dell’obbligo informativo è punita con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro, a carico del datore di lavoro e del dirigente. Una sanzione penale per un documento di poche pagine.

Nella pratica contano due cose. L’informativa va consegnata anche al RLS, non solo al lavoratore. E serve una prova della consegna: PEC, firma per ricevuta, protocollo interno con data. Un allegato inviato per email ordinaria e mai riscontrato è difficile da difendere davanti a un ispettore.

Addestramento: chi può farlo e perché serve un registro

L’articolo 10 riscrive integralmente il comma 5 dell’articolo 37 del D.Lgs. 81/2008.

L’addestramento è effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro. Consiste nella prova pratica per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze e dispositivi di protezione individuale, e include l’esercitazione applicata per le procedure di lavoro in sicurezza.

Le novità operative sono due. Gli interventi possono essere effettuati anche con moderne tecnologie di simulazione in ambiente reale o virtuale, quindi simulatori e realtà virtuale entrano nel perimetro riconosciuto dalla norma. E devono essere tracciati in apposito registro, anche informatizzato.

Il registro è obbligatorio sempre, anche quando l’addestramento avviene nel modo tradizionale, con l’operatore esperto affiancato al lavoratore davanti alla macchina. Il tracciamento non dipende dalla tecnologia usata.

Chi gestisce l’addestramento in modo informale, con un modulo firmato ogni tanto, ha un lavoro da fare: individuare le persone esperte in azienda, formalizzarne la qualifica, costruire il registro. La versione informatizzata conviene, perché rende la ricerca e l’esibizione dei dati immediata in caso di controllo. Sul punto può aiutare un intervento di digitalizzazione dei processi documentali, se in azienda la gestione è ancora su carta.

Formazione durante la cassa integrazione: cosa è cambiato

L’articolo 10 inserisce la lettera b-bis al comma 4 dell’articolo 37: la disciplina della formazione dei lavoratori tiene conto anche dei periodi di cassa integrazione guadagni, sia in caso di sospensione sia in caso di riduzione dell’orario di lavoro.

La legge è intervenuta anche sul comma 40 dell’articolo 4 della Legge 92/2012. Il lavoratore sospeso che beneficia di una prestazione di sostegno del reddito decade dal trattamento se rifiuta di essere avviato a un corso di formazione o riqualificazione, compreso quello sulla salute e sicurezza, o se non lo frequenta regolarmente senza un giustificato motivo.

Per un’azienda in CIG il conto è semplice: i periodi di sospensione diventano tempo utile per gli aggiornamenti obbligatori, senza sottrarre ore alla produzione quando l’attività riparte.

I modelli semplificati INAIL sono già disponibili?

L’articolo 10 aggiunge il comma 5-ter all’articolo 30 del D.Lgs. 81/2008. L’INAIL deve elaborare, d’intesa con le organizzazioni di rappresentanza delle imprese e dei lavoratori comparativamente più rappresentative, modelli semplificati di organizzazione e gestione per microimprese e PMI, con parametri precisi per la declinazione a livello aziendale, e deve poi assistere le imprese nell’adozione sul piano gestionale e applicativo.

Il termine è di 120 giorni dall’entrata in vigore, quindi ai primi di agosto 2026. Alla data di pubblicazione di questo articolo i modelli non risultano ancora disponibili.

Fino ad allora restano applicabili i modelli già esistenti, comprese le procedure semplificate del D.M. 13 aprile 2014. Chi sta valutando un MOG con efficacia esimente ai sensi del D.Lgs. 231/2001 non ha motivo di aspettare: l’impianto documentale che serve, cioè organigramma della sicurezza, procedure operative, sistema di controllo e flussi disciplinari, è lo stesso che i modelli INAIL andranno a standardizzare. Aggiungiamo un elemento che spesso sfugge: l’adozione di un modello organizzativo pesa anche sulla valutazione dei progetti di miglioramento, come abbiamo visto trattando la gestione post-ammissione del Bando ISI INAIL.

Attrezzature di lavoro: verifica triennale per le PLE e nuovi esoneri assicurativi

L’articolo 12 modifica l’Allegato VII del D.Lgs. 81/2008 e inserisce la verifica periodica triennale per le piattaforme di lavoro mobili elevabili e per le piattaforme di lavoro fuori strada per operazioni in frutteto. Chi ha PLE in parco macchine deve rivedere lo scadenzario delle verifiche e i rapporti con l’organismo abilitato.

L’articolo 9 amplia i casi di esonero dall’assicurazione obbligatoria RCA. Riguarda i carrelli elevatori non immatricolati usati solo dentro stabilimenti, magazzini e depositi, i veicoli che circolano in aree ferroviarie, portuali e aeroportuali non accessibili al pubblico, e le macchine agricole non immatricolate impiegate esclusivamente su fondi agricoli o in spazi a uso interno. In tutti i casi serve una polizza di responsabilità civile verso terzi diversa dalla RCA ordinaria.

Checklist: cosa verificare adesso in azienda

  • Informativa lavoro agile: consegnata negli ultimi dodici mesi, a tutti i lavoratori in smart working e al RLS, con prova documentale della consegna?
  • Contenuto dell’informativa: individua i rischi generali e i rischi specifici, con la parte sui videoterminali effettivamente sviluppata?
  • Registro dell’addestramento: esiste, e copre attrezzature, macchine e DPI di terza categoria?
  • Persone esperte: chi addestra in azienda ha una qualifica documentata?
  • Piano formativo: prevede l’erogazione anche durante eventuali periodi di CIG?
  • Scadenzario attrezzature: le piattaforme di lavoro mobili elevabili sono nel calendario delle verifiche triennali?
  • DVR: la valutazione dei rischi copre il lavoro agile e le postazioni fuori dai locali aziendali? Vale la pena rivederlo insieme alla valutazione dello stress lavoro-correlato, che condivide gli stessi criteri di aggiornamento.

Come RDC affianca le imprese su questi adempimenti

Il rischio più concreto della Legge 34/2026 non è tecnico. È documentale: aziende in regola nella sostanza che non riescono a dimostrare la consegna di un’informativa o la tracciabilità di un addestramento. Nell’ambito della consulenza servizi sicurezza e formazione, RDC interviene su tre fronti.

  • Adeguamento documentale: redazione dell’informativa per il lavoro agile, revisione del DVR sulle postazioni esterne, impostazione del registro dell’addestramento e dei flussi di consegna tracciata.
  • Formazione e addestramento: progettazione ed erogazione dei percorsi obbligatori per RSPP, dirigenti, preposti, RLS e lavoratori, inclusa la pianificazione durante i periodi di cassa integrazione.
  • Modelli organizzativi: assessment di conformità all’articolo 30 e predisposizione dell’impianto documentale, pronto a recepire i modelli semplificati INAIL quando saranno pubblicati.

Per il quadro più ampio degli adempimenti 2026, resta valido quanto abbiamo scritto sul Decreto Salute e Sicurezza sul Lavoro convertito in legge a giugno, che agisce su patente a crediti, subappalti e fascicolo elettronico del lavoratore.

Per una verifica sulla tua azienda, scrivi a info@rdconsulting.it o chiama il +39 328 723 6407. Guarda anche i servizi di consulenza sulla sicurezza sul lavoro e formazione.

Domande Frequenti

Chi mi segue nella predisposizione dell’informativa sulla sicurezza per il lavoro agile?

RDC redige l’informativa annuale prevista dall’articolo 3, comma 7-bis del D.Lgs. 81/2008, individuando rischi generali e specifici della modalità agile, con la sezione dedicata ai videoterminali, e imposta il flusso di consegna tracciata al lavoratore e al RLS.

Il registro dell’addestramento è obbligatorio anche senza simulatori?

Sì. Il nuovo articolo 37, comma 5 del D.Lgs. 81/2008 prevede che gli interventi di addestramento siano tracciati in apposito registro, anche informatizzato, senza distinguere tra addestramento tradizionale e addestramento in simulazione. L’obbligo di tracciamento vale in ogni caso.

Cosa rischia l’azienda che non consegna l’informativa annuale ai lavoratori in smart working?

La violazione dell’obbligo informativo previsto dall’articolo 3, comma 7-bis è sanzionata dall’articolo 55, comma 5, lettera c) del D.Lgs. 81/2008 con l’arresto da due a quattro mesi o l’ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro, a carico del datore di lavoro e del dirigente.

I modelli semplificati INAIL per le PMI sono già pubblicati?

Non risultano ancora disponibili. La Legge 34/2026 assegna all’INAIL 120 giorni dal 7 aprile 2026 per elaborarli, termine scaduto ai primi di agosto 2026. Fino alla pubblicazione restano applicabili i modelli esistenti e le procedure semplificate del D.M. 13 aprile 2014.

Posso erogare la formazione sulla sicurezza durante la cassa integrazione?

Sì. La Legge 34/2026 inserisce la lettera b-bis all’articolo 37, comma 4 del D.Lgs. 81/2008 e include espressamente i periodi di CIG, sia in sospensione sia in riduzione d’orario. Il lavoratore che rifiuta il corso senza giustificato motivo decade dal trattamento di sostegno al reddito.

A chi mi rivolgo per aggiornare il DVR dopo la Legge PMI 2026?

RDC affianca le aziende nella revisione del Documento di Valutazione dei Rischi per includere il lavoro agile e le postazioni fuori dai locali aziendali, nella verifica dello scadenzario delle attrezzature e nella predisposizione dei registri richiesti.

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