Dal 19 maggio 2026 entrano pienamente in vigore le nuove disposizioni in materia di formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro previste dall’Accordo Stato-Regioni n. 59/2025.

Perché è importante adeguarsi alle nuove regole

La conclusione del periodo transitorio segna un cambiamento significativo nella gestione della formazione obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro. Adeguarsi correttamente consente di:

  • garantire la conformità agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 e dal nuovo Accordo Stato-Regioni;
  • evitare sanzioni amministrative e penali connesse a carenze formative;
  • assicurare una formazione realmente coerente con i rischi aziendali;
  • migliorare l’efficacia del sistema di prevenzione interno;
  • rafforzare la responsabilità organizzativa dell’impresa.

Dunque, la formazione non rappresenta più un mero adempimento formale, ma un elemento centrale del sistema di gestione della sicurezza aziendale.

Cosa cambia dal 19 maggio

Con la fine del regime transitorio, le imprese devono applicare integralmente le nuove disposizioni previste dall’Accordo. In particolare, sarà necessario:

  • verificare la validità dei crediti formativi e degli aggiornamenti effettuati;
  • adeguare i percorsi formativi per lavoratori, dirigenti, preposti e datori di lavoro;
  • garantire la formazione dei neoassunti prima dell’inizio dell’attività lavorativa;
  • assicurare che i soggetti formatori rispettino i nuovi requisiti normativi;
  • aggiornare procedure interne e registrazioni documentali relative alla formazione.

Le principali novità operative

  1. Crediti formativi e aggiornamento: il nuovo impianto normativo introduce un sistema più rigoroso di gestione dei crediti formativi. Gli attestati mantengono validità solo se accompagnati dai previsti aggiornamenti periodici. In assenza di aggiornamento entro i termini stabiliti, il percorso formativo potrebbe dover essere ripetuto integralmente.
  2. Nuovi obblighi per il datore di lavoro: il datore di lavoro assume un ruolo ancora più centrale, tale che in alcuni casi specifici è previsto un percorso formativo dedicato, con contenuti focalizzati su prevenzione, valutazione dei rischi, gestione delle emergenze e vigilanza.
  3. Formazione dei neoassunti: una delle novità più rilevanti riguarda le tempistiche, in quanto la formazione non può più essere posticipata rispetto all’avvio dell’attività lavorativa, bensì deve essere erogata contestualmente all’assunzione, al cambio mansione o all’introduzione di nuove attrezzature o procedure.
  4. Rafforzamento del ruolo del preposto: il nuovo accordo attribuisce maggiore centralità al preposto nel sistema di controllo e vigilanza, con conseguenti obblighi formativi più strutturati e percorsi coerenti con le responsabilità operative effettivamente esercitate.
  5. Modalità di erogazione e verifiche: occorre verificare conformità della modalità didattica utilizzata; tracciabilità della partecipazione; efficacia dell’apprendimento; corretta conservazione della documentazione formativa.

Un’opportunità per rafforzare la sicurezza aziendale

L’adeguamento alle nuove disposizioni non deve essere letto esclusivamente come un obbligo normativo.

Questa transizione rappresenta anche un’opportunità concreta per migliorare l’organizzazione interna, rendere più efficace la prevenzione, rafforzare la cultura aziendale della sicurezza, nonché ridurre il rischio operativo e legale. Pertanto, un approccio proattivo consente alle imprese di trasformare un adempimento in un vantaggio organizzativo.

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