Aggiornato a ottobre 2026 sulla base del Codice della proprietà industriale (D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30) e del decreto ministeriale 27 giugno 2008 sulla ricerca di anteriorità per le domande di brevetto italiane.
In sintesi
- Cos’è. La verifica di brevetti e pubblicazioni, di tutto il mondo, che descrivono soluzioni uguali o simili alla tua invenzione. Serve a capire se è nuova e se non è ovvia per un esperto del settore.
- A chi serve. Alle aziende e alle startup che hanno sviluppato un prodotto, un componente o un processo e stanno valutando se brevettarlo.
- Come funziona. Si cerca nelle banche dati brevettuali e nella letteratura tecnica, con parole chiave e codici di classificazione, e si pesa ogni documento trovato rispetto alle caratteristiche dell’invenzione.
- Cosa fare. Farla prima di scrivere la domanda: il rapporto di ricerca dell’Ufficio Europeo dei Brevetti arriva entro 9 mesi dal deposito, quando il testo è già depositato.
Cos’è la ricerca di anteriorità brevettuale e cosa verifica?
La ricerca di anteriorità è il controllo di tutto ciò che è stato reso pubblico prima di una certa data e che potrebbe coincidere con la tua invenzione, o renderla ovvia. Si chiama così perché conta solo quello che è venuto prima.
Il Codice della proprietà industriale chiede a un’invenzione tre requisiti: novità, attività inventiva e applicazione industriale. La ricerca misura i primi due.
La novità cade se esiste già un documento che descrive la stessa soluzione. L’attività inventiva cade se la soluzione si ricava, senza sforzo, mettendo insieme cose già note a un tecnico del settore.
Lo stato della tecnica comprende brevetti, articoli scientifici, cataloghi, tesi, manuali, video e qualsiasi presentazione pubblica, in Italia o all’estero. Una ricerca fatta bene, quindi, guarda anche fuori dalle banche dati brevettuali.
Che differenza c’è tra la ricerca preliminare e il rapporto di ricerca dell’EPO?
Dal 1° luglio 2008 le domande italiane di brevetto per invenzione hanno una ricerca d’ufficio. La svolge l’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) per conto dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), come prevede il decreto ministeriale 27 giugno 2008.
Per una prima domanda senza priorità, l’UIBM chiede la ricerca entro 5 mesi dal deposito e l’EPO redige il rapporto entro 9 mesi. Il rapporto arriva con un’opinione scritta sulla brevettabilità di ogni rivendicazione.
Il limite è il momento in cui arriva. A 9 mesi dal deposito la domanda è scritta, le tasse sono pagate e nel testo non si possono aggiungere elementi che non c’erano al momento del deposito.
C’è anche un filtro a monte. Se l’invenzione appare non brevettabile già a un primo esame, l’UIBM non la manda all’EPO e la domanda resta senza ricerca.
La ricerca preliminare si fa prima, quando hai ancora tutte le scelte aperte. Dice se conviene depositare, quali caratteristiche reggono e dove concentrare le rivendicazioni. Il percorso completo del deposito, dalla domanda all’estensione all’estero, lo trovi nella guida su come brevettare un’invenzione in Italia.
Su quali banche dati si fa una ricerca di anteriorità?
Le banche dati brevettuali principali sono pubbliche e gratuite. Cambiano copertura e strumenti di ricerca.
- Espacenet, dell’EPO: oltre 160 milioni di documenti brevettuali da uffici di tutto il mondo, aggiornati ogni giorno.
- PATENTSCOPE, dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO): domande internazionali PCT e raccolte nazionali.
- La banca dati dell’USPTO, l’ufficio brevetti degli Stati Uniti.
- La banca dati dell’UIBM, per i brevetti italiani.
- Google Patents, comoda per una prima esplorazione.
- Banche dati scientifiche, cataloghi e schede tecniche, per la letteratura non brevettuale.
Le parole chiave da sole non bastano. Lo stesso oggetto si descrive in molti modi, spesso in inglese o in cinese, e un concorrente può aver usato termini che a te non verrebbero in mente.
Per questo si lavora anche sui codici di classificazione brevettuale: la IPC internazionale e la CPC usata da EPO e USPTO, che raggruppano i documenti per tecnologia. Una ricerca fatta bene combina codici, parole chiave e documenti citati da quelli già trovati.
C’è un limite che nessuna ricerca supera. Le domande di brevetto vengono pubblicate 18 mesi dopo il deposito, quindi quello che è stato depositato nell’ultimo anno e mezzo non si vede ancora.
Ricerca di brevettabilità, libertà di attuazione e sorveglianza: che differenza c’è?
Sotto il nome di ricerca brevettuale stanno tre analisi diverse. Rispondono a domande diverse e guardano documenti diversi.
- Ricerca di brevettabilità, o di novità: risponde alla domanda «posso brevettarlo?». Guarda tutto lo stato della tecnica, compresi brevetti scaduti e articoli.
- Ricerca di libertà di attuazione (freedom to operate): risponde alla domanda «posso produrlo e venderlo senza violare brevetti altrui?». Guarda solo i brevetti in vigore nei Paesi dove vuoi operare, e in particolare le loro rivendicazioni.
- Sorveglianza: segue nel tempo le nuove domande dei concorrenti o di un settore, per accorgersi presto di sovrapposizioni e copie.
Le prime due sono indipendenti. Un’invenzione può essere nuova e brevettabile e ricadere comunque nel brevetto più ampio di qualcun altro: è il caso tipico di un miglioramento a un prodotto già protetto.
Come si leggono i risultati di una ricerca di anteriorità?
Ogni documento trovato riceve un giudizio su quanto pesa contro la tua invenzione. Il rapporto dell’EPO usa tre lettere principali, utili anche per leggere una ricerca preliminare.
- X: un documento che da solo toglie la novità o l’attività inventiva a una rivendicazione.
- Y: un documento che toglie l’attività inventiva se combinato con un altro della stessa categoria.
- A: un documento che descrive lo stato della tecnica generale e non compromette novità e attività inventiva.
Il giudizio va letto rivendicazione per rivendicazione. Se un documento X colpisce la rivendicazione principale, le rivendicazioni dipendenti, più specifiche, possono restare nuove.
Contano anche le date. Un documento pubblicato dopo il tuo deposito, in generale, non è un’anteriorità. Fanno eccezione alcune domande di brevetto depositate prima della tua e pubblicate dopo, che possono togliere la novità.
Cosa fare se la ricerca trova un’anteriorità?
Un documento simile non obbliga a rinunciare. Le strade sono quattro.
- Restringere le rivendicazioni sulle caratteristiche che il documento non descrive, se sono quelle che danno il vantaggio tecnico.
- Cambiare strumento: se la novità sta nella forma o nella configurazione dell’oggetto, un modello di utilità o un design possono essere la protezione giusta.
- Tenere l’invenzione come segreto commerciale, quando sta nel processo produttivo e non si vede nel prodotto.
- Non depositare e usare il risultato per orientare lo sviluppo, invece di investire su una strada già percorsa da altri.
Fatte prima del deposito, queste scelte non costano tasse né traduzioni. Dopo il deposito, ogni modifica deve restare dentro il testo già presentato.
Quando conviene fare una ricerca di anteriorità?
Ci sono quattro momenti in cui la ricerca ripaga il tempo che richiede.
- Prima di scrivere la domanda di brevetto, per costruire le rivendicazioni attorno a ciò che è davvero nuovo.
- Prima di una fiera, di una pubblicazione o di un’offerta tecnica a un cliente, perché da quel momento l’invenzione entra nello stato della tecnica.
- Prima di investire in prototipi, stampi o industrializzazione, per non sviluppare una soluzione che qualcuno ha già protetto.
- Quando prepari un progetto di ricerca e sviluppo, per descrivere lo stato dell’arte da cui parti.
L’ultimo punto conta anche per le agevolazioni. Tra i documenti che sostengono il credito d’imposta per ricerca e sviluppo c’è proprio la descrizione dello stato dell’arte tecnologico.
Checklist: come impostare una ricerca di anteriorità
- Descrivi l’invenzione in una pagina: problema tecnico, soluzione, vantaggi rispetto a quello che usi oggi.
- Elenca le caratteristiche che ritieni nuove, in ordine di importanza.
- Raccogli quello che sai già: prodotti dei concorrenti, brevetti citati da fornitori e clienti, articoli di settore.
- Cerca su Espacenet o Google Patents con parole chiave in italiano e in inglese, poi restringi con i codici di classificazione.
- Controlla la letteratura non brevettuale: cataloghi, articoli, schede tecniche, video di prodotto.
- Pesa i documenti trovati rivendicazione per rivendicazione, con le categorie X, Y e A.
- Decidi con un consulente se depositare, con quale strumento e con quali rivendicazioni.
- Conserva la ricerca: ti servirà per leggere il rapporto dell’EPO e per documentare il progetto di ricerca.
Come può aiutarti RDC con la ricerca di anteriorità?
In RDC la ricerca di anteriorità fa parte della nostra consulenza in proprietà industriale. Cerchiamo sulle principali banche dati brevettuali (WIPO, EPO e USPTO) e non brevettuali, per individuare i documenti che pesano su novità e attività inventiva e darti un parere di brevettabilità.
Se il parere è positivo, scriviamo la domanda, la depositiamo all’UIBM e seguiamo l’iter fino alla concessione, comprese le risposte all’esaminatore.
Il percorso lo conosciamo anche da titolari. Antefissa, un dispositivo che nasconde le aperture di ventilazione negli edifici storici, è nato dalla nostra attività di ricerca e sviluppo ed è arrivato al brevetto concesso a settembre 2022. RDC è inoltre accreditata dal MIMIT come società di consulenza in innovazione.
Se hai un’invenzione e vuoi capire se conviene proteggerla, scrivici: partiamo dalla ricerca e ti diciamo con franchezza cosa abbiamo trovato.
Domande frequenti sulla ricerca di anteriorità brevettuale
È la verifica dei brevetti e delle pubblicazioni, di tutto il mondo, che descrivono soluzioni uguali o simili alla tua invenzione prima della data di deposito. Serve a capire se l’invenzione ha i requisiti di novità e attività inventiva chiesti dal Codice della proprietà industriale e a scrivere rivendicazioni che reggano all’esame.
La legge non la impone. Per le domande italiane di brevetto per invenzione la ricerca la fa comunque l’EPO, entro 9 mesi dal deposito. Una ricerca preliminare, fatta prima, ti permette di decidere se depositare e come scrivere le rivendicazioni quando il testo si può ancora cambiare senza vincoli.
Le principali sono gratuite: Espacenet dell’Ufficio Europeo dei Brevetti, con oltre 160 milioni di documenti, PATENTSCOPE della WIPO, la banca dati dell’USPTO e Google Patents. A queste si aggiungono banche dati scientifiche e cataloghi di settore, perché lo stato della tecnica comprende anche articoli e prodotti già in commercio.
Una prima ricerca su Espacenet o Google Patents la puoi fare da solo, ed è utile per farti un’idea. Il rischio è fermarsi alle parole chiave. Per una valutazione affidabile servono i codici di classificazione, la letteratura non brevettuale e una lettura tecnica dei documenti, rivendicazione per rivendicazione.
La ricerca di anteriorità verifica se la tua invenzione è nuova rispetto a tutto ciò che è stato pubblicato. La freedom to operate verifica se puoi produrre e vendere il prodotto senza violare brevetti altrui in vigore nei Paesi dove operi. Sono due analisi distinte, su documenti diversi e con conclusioni diverse.
Le domande di brevetto vengono pubblicate 18 mesi dopo il deposito e fino ad allora nessuna banca dati le mostra. Ogni ricerca ha quindi un punto cieco sull’ultimo anno e mezzo. Conviene ripetere un controllo prima delle scadenze importanti, come la scelta sull’estensione all’estero entro 12 mesi dal deposito.