Il piano per il rinnovamento e l’innovazione aziendale.

Il Decreto Legge che introduce il Piano Transizione 5.0 è corposo, a dimostrazione della complessità della normativa, e il suo obiettivo è ambizioso: guidare le imprese italiane verso la duplice transizione digitale e green, in un contesto geopolitico in rapida evoluzione.

Il Piano Transizione 5.0 è rivolto a tutte le imprese, senza distinzione di forma giuridica, settore, dimensione o regime fiscale. Sono escluse solo quelle in difficoltà finanziaria o con sanzioni interdittive.

Per accedere agli incentivi, le imprese devono realizzare nuovi investimenti in beni strumentali e in progetti di innovazione che portino a una riduzione dei consumi energetici.

Il piano prevede un credito d’imposta fino al 45% per gli investimenti che generano un risparmio energetico del 10%. Sono previste aliquote differenziate in base all’entità del risparmio e al valore dell’investimento. Nel dettaglio, sono previste 9 aliquote, che possono essere maggiorate per i pannelli fotovoltaici ad alta efficienza: le aliquote base vanno dal 35% al 45% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro; per investimenti superiori a 2,5 milioni di euro, le aliquote scendono al 15%-25% per la quota fino a 10 milioni di euro e al 5%-15% per la quota oltre 10 milioni di euro. In merito al calcolo del risparmio energetico, va riproporzionato su base annuale facendo riferimento ai consumi energetici dell’anno precedente all’investimento; il risparmio poi deve essere al netto delle variazioni di produzione e delle condizioni esterne. Per le aziende di nuova costituzione, si calcola un risparmio energetico controfattuale rispetto a uno scenario di riferimento.

Non solo beni strumentali: il Piano Transizione 5.0 incentiva anche l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, con una dotazione di 1,89 miliardi di euro. Altresì, il piano investe 630 milioni di euro nella formazione del personale, per colmare il gap di competenze in ambito digitale e green: a riguardo, il limite massimo di spesa è del 10% degli investimenti in beni strumentali, fino a 300.000 euro; altresì, le spese devono essere erogate da soggetti esterni individuati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

In tal modo, il Piano Transizione 5.0 si affianca alla Transizione 4.0, integrandolo e ampliandolo: specificamente, le due misure condividono la base dei beni ammissibili, ma si differenziano per le tempistiche e le modalità di fruizione dell’incentivo.

 In riferimento agli oneri documentali, le aziende devono produrre:

  • una certificazione ex ante e una ex post, rilasciate da un valutatore indipendente;
  • due comunicazioni al Ministero delle Imprese e del Made in Italy;
  • una certificazione del revisore dei conti.

Le risorse stanziate sono distribuite su due anni (2024-2025) per evitare l’esaurimento del plafond nel primo anno e dare a tutte le imprese la possibilità di beneficiare degli incentivi. Le piccole e medie imprese possono aggiungere al credito d’imposta le spese per la certificazione fino a 10.000 euro.

Il credito d’imposta si utilizza in compensazione tramite F24, come per altri incentivi, entro il 31 dicembre 2025 – pertanto, considerando i tempi necessari per l’ordine, la consegna, l’installazione e l’interconnessione dei beni, è consigliabile iniziare le procedure entro l’estate del 2025.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy emetterà un provvedimento di concessione per ogni azienda. Il credito d’imposta sarà disponibile 10 giorni dopo la comunicazione del provvedimento ai beneficiari e può essere utilizzato in cinque quote annuali di pari importo, se non si ha capienza sufficiente nel primo F24.

Tra i vincoli e gli obblighi, i beni agevolati devono essere tenuti per almeno 5 anni. In caso di cessione dei beni o di mancato rispetto dei requisiti, il credito d’imposta dovrà essere restituito.

Il credito d’imposta Transizione 5.0 è cumulabile con altri incentivi, a condizione che non si superi il costo sostenuto. Non è cumulabile con il credito d’imposta Transizione 4.0 o con il credito d’imposta per investimenti nella ZES unica.

Per maggiori informazioni contattateci senza impegno presso il nostro ufficio di Roma (RM) allo  +39 3287236407 oppure alla mail  info@rdconsulting.it, saremo lieti di fornire tutte le risposte che cercate!

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