Il 13 febbraio 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il decreto 29 dicembre 2025, inerente la Nuova classificazione dei dispositivi medici (CID).
Un sistema allineato alla nomenclatura europea
La nuova classificazione dei dispositivi medici (CID) è stata concepita per garantire coerenza con la European Medical Device Nomenclature (EMDN), adottata dall’UE per l’integrazione dei dati nella banca dati EUDAMED. La CID ne recepisce i principi e criteri fondamentali, ed è organizzata secondo una struttura ad albero con codici alfanumerici e relative descrizioni: i primi sette livelli della CID corrispondono esattamente alla struttura della EMDN, mentre i livelli successivi sono dedicati all’identificazione specifica di dispositivi con caratteristiche tecniche particolari.
L’adozione della CID costituisce un cambiamento rilevante per il settore, formalizzato dal sopracitato decreto del Ministero della Salute, che punta a migliorare la gestione, la tracciabilità e l’efficienza del sistema sanitario nazionale in materia di dispositivi medici.
Obiettivi e finalità della nuova classificazione
L’introduzione della CID ha diversi obiettivi strategici: innanzitutto, mira a rendere più efficace e appropriato l’uso delle tecnologie sanitarie, soprattutto nelle attività assistenziali del Servizio Sanitario Nazionale; inoltre, favorisce un monitoraggio più puntuale dei consumi e della spesa, contribuendo a una gestione clinica più efficiente e a una migliore programmazione degli acquisti da parte delle strutture pubbliche.
Tempistiche e disposizioni transitorie
La nuova classificazione verrà resa disponibile nella banca dati dei dispositivi medici nel corso del 2026. L’inserimento del codice CID nella banca dati, in particolare a partire dall’ottavo livello, sarà regolato da un successivo decreto del Ministero della Salute.
Coinvolgimento degli attori istituzionali e industriali
Il processo di elaborazione della CID ha previsto il coinvolgimento della Direzione generale dei dispositivi medici del Ministero della Salute, delle Regioni e Province autonome e del settore produttivo. A conferma dell’importanza attribuita al progetto, la Commissione europea ha affidato proprio all’Italia il compito di sviluppare e mantenere la nomenclatura EMDN, nell’ambito dell’iniziativa SMEMDN, finanziata con fondi del programma EU4Health.
Un passo decisivo per il governo del settore
L’adozione della nuova CID si inserisce in un disegno più ampio di riforma e digitalizzazione del settore, come previsto dalla legge di bilancio 2024. L’obiettivo dichiarato è costruire un sistema classificatorio analitico, aggiornabile annualmente, e in grado di assicurare l’univocità nell’identificazione dei dispositivi medici. Alle regioni ed alle province autonome è affidato il compito di garantire la corretta operatività della CID nel territorio di competenza.