Si stima che in UE vengano generati circa 127 kg di rifiuti alimentari per abitante, per un totale di circa 57 milioni di tonnellate, di cui fino al 10% sono dovuti alla data di scadenza indicata sui prodotti.

Da consumare preferibilmente entro” potrebbe presto non essere più l’unica indicazione in merito alla data di scadenza di un cibo: la Commissione europea ha, infatti, proposto di aggiungere anche un’etichetta con la dicitura “spesso buono oltre” per ridurre gli sprechi alimentari. Insomma, l’idea è quella di fornire una migliore comprensione e un migliore utilizzo della data di scadenza degli alimenti: difatti, molto spesso i consumatori non riescono a capire la differenza tra l’indicazione “Da consumare entro” – che significa che oltre quella data il prodotto può diventare nocivo e, quindi, non va assolutamente consumato – e l’indicazione “Da consumare preferibilmente entro” – che non riguarda la sicurezza alimentare ma la qualità, garantita dal produttore solo entro quella data.

La nuova dicitura “spesso buono oltre”, dunque, non sostituirà la data di scadenza, ma sarà solo affiancata a essa, fornendo ai consumatori maggiori informazioni sui prodotti alimentari. Inoltre, la nuova normativa prevede anche l’obbligo di indicare la data di confezionamento del cibo, per permettere ai consumatori di valutarne meglio la freschezza. Complessivamente, queste nuove regole sull’etichettatura alimentare entreranno in vigore entro la fine del 2023, e le aziende avranno tempo fino al 2025 per adeguarsi e scrivere sulle confezioni tutte le informazioni necessarie al consumatore per evitare di sprecare cibo.

La proposta della Commissione Europea potrebbe anche avere effetti sul dibattuto Nutriscore – ovvero, il sistema di etichettatura a cui l’Italia si oppone. Lo scorporo della misura – inizialmente inserita in un pacchetto unico insieme all’etichetta nutrizionale, all’obbligo di origine e a nuove indicazioni sugli alcolici – apre a nuovi scenari perché vuol dire che al momento non c’è nessuna intenzione di modificare il pacchetto delle informazioni ai consumatori, come l’etichettatura nutrizionale fronte-pacco e gli avvertimenti salutistici sugli alimenti.

Di certo, non mancano pareri discordati: alcuni esperti ritengono che la nuova etichetta lasci al consumatore la responsabilità di valutare l’idoneità al consumo di un prodotto senza dargli ulteriori istruzioni sulla corretta conservazione e consumo in ambito domestico.

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